HomeTecnologia e ScienzeUna via promettente per rendere gli antibiotici più efficaci

Una via promettente per rendere gli antibiotici più efficaci

Un gruppo di ricercatori guidato da Zeynep Baharoglu dell’Institut Pasteur, in collaborazione con Inserm, CNRS e Université Paris Cité, ha identificato un meccanismo sorprendente che potrebbe rendere gli antibiotici molto più efficaci contro i batteri resistenti.

Il team ha scoperto che alcuni farmaci, in particolare gli aminoglicosidi, riescono a penetrare nelle cellule batteriche non in modo casuale, ma sfruttando trasportatori di zuccheri presenti nella membrana. Questi canali, usati normalmente dai batteri per assorbire nutrienti come glucosio o saccarosio, possono diventare una vera e propria “porta d’ingresso” per i medicinali.

Modificando l’attività di questi trasportatori — ad esempio aumentandone il numero o stimolandone l’azione con molecole specifiche — i ricercatori sono riusciti a migliorare significativamente la penetrazione dell’antibiotico e, di conseguenza, la sua efficacia.

Una scoperta che apre la strada a una nuova strategia: non inventare nuovi antibiotici, ma ottimizzare quelli che già abbiamo, migliorandone la capacità di entrare nel bersaglio.

Come funziona la “porta interna” per gli antibiotici

Alcuni antibiotici — come gli aminoglicosidi — devono entrare all’interno del batterio per essere efficaci: solo al suo interno possono bloccare la sintesi proteica e uccidere il microrganismo. Tradizionalmente si pensava che attraversassero la membrana batterica in modo passivo, ma la nuova ricerca ha mostrato che in realtà sfruttano trasportatori di zuccheri: canali che normalmente servono per far entrare nutrienti come glucosio, saccarosio, fruttosio.

Sperimentando sul batterio modello (in particolare su ceppi resistenti), gli scienziati sono riusciti ad aumentare il numero di questi “ingressi” — e di conseguenza la quantità di antibiotico che effettivamente penetra nelle cellule batteriche è salita, rendendo l’azione molto più efficace.

Le implicazioni della scoperta

Questa scoperta offre due grandi opportunità:

  • Potenzialmente ridurre la dosis necessaria di antibiotico: se l’ingresso del farmaco diventa più efficiente, potrebbe bastarne meno per ottenere l’effetto desiderato. Questo è importante perché molti antibiotici presentano effetti collaterali (su reni, udito, ecc.), e dosi più basse possono ridurre quei rischi.
  • Dare nuova vita ad antibiotici già esistenti che oggi risultano poco efficaci su certi batteri resistenti: migliorando la penetrazione, alcuni di questi farmaci potrebbero tornare utili.

Cosa resta da vedere

La scoperta è recente: serviranno ulteriori studi e prove cliniche per verificare se il meccanismo funziona anche negli esseri umani. Bisogna capire quanto l’aumento dei trasportatori zuccherini possa essere applicato in modo sicuro e stabile, e se esistono effetti collaterali o limiti biologici al metodo.

Inoltre, non è ancora chiaro se questa strategia funzioni con tutti i batteri o solo con alcune specie — e se sia efficace anche in infezioni complesse o resistenti a più farmaci.

Considerazioni finali

Secondo me questa ricerca rappresenta una speranza concreta in un momento in cui le resistenze agli antibiotici sono una delle maggiori sfide per la salute globale. Non si tratta di inventare nuovi farmaci, ma di affinare quelli che abbiamo già — magari con interventi “intelligenti”, che ottimizzano la loro capacità di entrare nel batterio.

Se le promesse verranno confermate, potremmo presto vedere antibiotici “potenziati” capaci di combattere ceppi oggi difficili da trattare, con minori rischi e dosi più ragionevoli. Un piccolo grande passo nella lotta contro i super-batteri.


Fonte: Techno Science
Per saperne di più

Julie Maddaloni
Julie Maddaloni
Ciao! Sono una blogger appassionata di tecnologia e delle news dei mondi Apple e Android. Amo scoprire le ultime novità del settore e condividere storie e consigli utili con chi, come me, è sempre alla ricerca delle ultime novità. Quando non sono immersa tra recensioni e aggiornamenti tech, mi rilasso con una buona pizza e una maratona di serie TV! 🍕📱💙
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Un nuovo anticorpo contro il virus che quasi tutti abbiamo nel corpo

Un nuovo anticorpo contro il virus che quasi tutti...

C’è un virus che, con ogni probabilità, è già passato dal nostro organismo. Si chiama Epstein-Barr, o EBV, e non è esattamente un nome da conversazione al bar. Eppure riguarda una fetta enorme della popolazione mondiale: viene spesso indicato come uno dei virus umani più comuni e, secondo i dati sanitari disponibili, la grande maggioranza degli adulti mostra segni di infezione passata.La notizia interessante arriva dal lavoro di un gruppo di ricercatori del Fred Hutch Cancer Center e dell’Università di Washington: sono stati sviluppati nuovi anticorpi monoclonali capaci di bloccare alcuni passaggi chiave usati da EBV per infettare le cellule immunitarie. Non siamo davanti a una terapia pronta per l’ospedale, va detto subito. Però il risultato è di quelli che meritano attenzione, perché tocca un virus diffusissimo, difficile da colpire e collegato a malattie ben più serie della classica mononucleosi.
Sotto la Toscana ci sono enormi riserve di magma

Sotto la Toscana ci sono enormi riserve di magma:...

La Toscana che conosciamo è fatta di colline, borghi, vigneti, terme naturali e centrali geotermiche. Sotto quella cartolina, però, si nasconde qualcosa di molto più grande: un sistema di magma e roccia parzialmente fusa con volumi nell’ordine di migliaia di chilometri cubi. La notizia fa un certo effetto, inutile girarci intorno. Quando si leggono parole come “super-riservoir” e “magma” nella stessa frase, il pensiero corre subito ai supervulcani, a Yellowstone, agli scenari da documentario catastrofico.Ecco, fermiamoci un attimo. La parte interessante di questa scoperta non è la paura. È la tecnologia scientifica che ha permesso di vedere, letteralmente, sotto la crosta terrestre senza scavare e senza aspettare segnali evidenti in superficie.
Gli uccelli urbani temono più le donne

Gli uccelli urbani sembrano temere più le donne degli...

C’è una scena che tutti conosciamo: un piccione sul marciapiede, una gazza su una panchina, un passero vicino al cestino dei rifiuti. Ti avvicini, lui ti guarda, fa due saltelli e poi decide se restare o volare via. Sembra un gesto banale, quasi automatico. In realtà, dietro quel piccolo “calcolo” c’è una lettura dell’ambiente molto più sofisticata di quanto immaginiamo.Un nuovo studio pubblicato su People and Nature ha tirato fuori un dato curioso: gli uccelli urbani europei tendono ad allontanarsi prima quando ad avvicinarsi è una donna, mentre lasciano agli uomini circa un metro in più prima di fuggire. Non parliamo di un’osservazione casuale fatta in un parco la domenica mattina, ma di un lavoro condotto in cinque Paesi europei, con oltre 2.700 osservazioni e 37 specie analizzate.
Il CBD contro l’HIV

Il CBD contro l’HIV? La scoperta è interessante, ma...

Il cannabidiolo, meglio conosciuto come CBD, torna al centro della ricerca medica. Questa volta non si parla di relax, sonno o prodotti da banco più o meno miracolosi, ma di un tema molto più serio: la possibile capacità del CBD di ostacolare le prime fasi della trasmissione del virus HIV-1 attraverso le mucose genitali.La notizia arriva da uno studio pubblicato su Mucosal Immunology, ripreso dal CNRS e rilanciato da Techno-Science. Ed è una di quelle ricerche che, lette distrattamente, rischiano di trasformarsi nel solito titolo fuorviante: “Il CBD blocca l’HIV”. No, non siamo a quel punto. Però qualcosa di interessante c’è davvero.