Quando l’attore Orlando Bloom ha recentemente rivelato di essersi sottoposto a una procedura per “ripulire” il suo sangue, molte persone sono rimaste perplesse. La star dei Pirati dei Caraibi ha scelto un trattamento noto come aferesi, un processo medico in cui il sangue viene estratto dal corpo, centrifugato o filtrato per rimuovere determinati componenti, e poi reintrodotto nel sistema. Questo metodo è solitamente impiegato per trattare condizioni come malattie autoimmuni o livelli anormalmente elevati di cellule o proteine nel sangue. Tuttavia, l’uso dell’aferesi come disintossicante per le microplastiche non è ancora supportato da prove scientifiche.
Orlando Bloom sospetta che il suo corpo abbia assorbito plastica attraverso l’esposizione quotidiana e desidera eliminarla dal suo sistema. Probabilmente non ha torto riguardo all’esposizione. Gli scienziati hanno infatti rilevato microplastiche – minuscoli frammenti di plastica di dimensioni inferiori a 5 mm – nell’aria, nell’acqua, nel suolo, nel cibo e persino all’interno dei tessuti umani. Tuttavia, quando si tratta di rimuoverle dal flusso sanguigno, la scienza diventa meno chiara.
È ufficiale: per la prima volta sono state trovate microplastiche che circolano nel sangue umano. Questo solleva interrogativi su come queste particelle possano essere eliminate efficacemente dal corpo. Mentre l’aferesi è un trattamento consolidato per alcune condizioni mediche, il suo ruolo nella rimozione delle microplastiche rimane incerto. La scelta di Bloom di sottoporsi a questa procedura riflette una crescente preoccupazione per l’impatto delle microplastiche sulla salute umana, anche se la scienza deve ancora fornire risposte definitive.
Fonte: Science Alert





