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È il Giorno del Pi Greco: ecco perché questo numero speciale viene celebrato in tutto il mondo

Ogni anno, il 14 marzo, è diventata una tradizione per gli appassionati di numeri e matematici fermarsi a riflettere sul più famoso dei numeri irrazionali: pi greco. Pronunciato “pai”, scritto come π e riassunto dai numeri 3,14, questa cifra apparentemente semplice serve ora come promemoria di quanto la matematica possa essere pratica, poetica e profonda nel nostro mondo moderno. Ma perché pi greco riceve questo onore? E il rapporto aureo? Dovremmo forse dare più importanza ad altri numeri? Non tutti concordano sul fatto che pi greco meriti la sua fama, ma ciò non significa che non abbia il suo fascino.

Che cos’è il pi greco?

Il pi greco (π) è una costante che descrive il rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro. È un numero irrazionale solitamente riassunto a due cifre decimali come 3,14. Vuoi sapere il resto? Dato che non finisce mai, potrebbe volerci un po’ per scriverlo tutto. Ma ecco le prime 200 cifre decimali, in forma di canzone. Prova a cantare insieme!

Storia del simbolo π

La lettera greca π fu adottata nel XVIII secolo dall’insegnante di matematica gallese William Jones, probabilmente per rappresentare la “periferia”. Simbolicamente, il termine pi greco fu scelto per rappresentare qualcosa di più di un semplice numero. Prima del suo utilizzo nel primo XVIII secolo, la quantità era rappresentata da termini e frazioni, nessuno dei quali rifletteva adeguatamente una sequenza infinita di decimali non ripetuti. Jones potrebbe aver detto che “la proporzione esatta tra il diametro e la circonferenza non può mai essere espressa in numeri”, ma fu solo negli anni 1760 che il polimatico svizzero Johann Lambert arrivò a una dimostrazione.

Quando fu calcolato per la prima volta il pi greco?

Sembra che da quando giochiamo con i cerchi, siamo consapevoli che ci vogliono circa tre diametri per formare una circonferenza, indipendentemente dalla dimensione della forma. Ci sono persino prove di questo rapporto tra gli antichi Babilonesi, circa 4.000 anni fa, che capirono che il perimetro di un esagono inserito perfettamente in un cerchio era pari a sei volte il suo raggio, dandoci un valore di 3,125. Il Papiro di Rhind, prodotto intorno al 1650 a.C. nell’Antico Egitto, affermava che se si rimuove “1/9 di un diametro e si costruisce un quadrato sul resto, questo ha la stessa area del cerchio”, il che equivale a un valore di 3,16049.

Perché il pi greco è così popolare?

Come costante per tutti i cerchi, il pi greco è un assioma – un principio fondamentale – che può essere utilizzato per descrivere una vasta gamma di fenomeni e concetti in fisica e geometria. Questo lo rende utile in un’ampia gamma di applicazioni per analizzare e descrivere il mondo naturale, anche dove i cerchi non sembrano immediatamente coinvolti. La sua presenza in formule e teoremi lo rende un elemento essenziale per chiunque si avventuri nel mondo della matematica e delle scienze.

 

Fonte: Science Alert

Per saperne di più

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia e della buona musica, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso.
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