Un nuovo dispositivo spaziale chiamato GIRO potrebbe rivoluzionare il modo in cui studiamo i pianeti e altri corpi celesti. Questa sonda radio, compatta e precisa, è progettata per mappare l’interno degli astri, dalle altre pianete fino ai piccoli asteroidi, sfruttando sottili variazioni gravitazionali.
Il Gravity Imaging Radio Observer, o GIRO, si basa su un principio ben noto in fisica: l’effetto Doppler. Analizzando i minuscoli spostamenti nei segnali radio che emette e riceve, l’instrumento può rilevare irregolarità gravitazionali. Queste forniscono informazioni sulla distribuzione delle masse in profondità, rivelando potenzialmente nuclei densi, cavità o persino oceani sotterranei. Questo tipo di osservazione apre nuove prospettive per lo studio dei pianeti, senza la necessità di atterrare o perforare la loro superficie.
Grazie alle sue dimensioni ridotte e alla grande sensibilità, il GIRO potrebbe essere inviato verso una vasta gamma di oggetti: asteroidi, lune ghiacciate, pianeti giganti. Una delle sue possibili destinazioni è la regione ancora poco conosciuta degli anelli di Urano, dove poche sonde si sono avventurate finora.
Nonostante i suoi vantaggi, il GIRO deve affrontare diverse sfide. Il consumo energetico, in particolare, limita il suo funzionamento a circa dieci giorni negli ambienti più lontani. La pianificazione dell’orbita, per ottenere misurazioni utili, è anche un punto chiave della sua implementazione.
Il prototipo della sonda GIRO, stampato in resina e rivestito con una vernice conduttiva per emulare le prestazioni della versione di volo che sarà stampata in alluminio, presenta due antenne patch visibili. L’instrumento giallo è un livello utilizzato per calibrare la geometria del test dell’antenna.
Rappresentazione concettuale di due sonde GIRO dispiegate su Encelado, che mostra il sistema di dispiegamento, il collegamento radio bidirezionale con l’antenna ad alto guadagno (HGA) e le telecamere di osservazione che utilizzeranno le luci di ciascuna sonda per migliorare l’estrazione della firma gravitazionale.
I primi test in ambiente controllato sono attesi a breve. Se i risultati saranno positivi, un’integrazione in missioni reali potrebbe avvenire entro uno o tre anni. Nel frattempo, gli ingegneri stanno perfezionando i prototipi per garantirne la robustezza e l’autonomia.
Come funziona l’effetto Doppler in astronomia? L’effetto Doppler si riferisce alla variazione di frequenza di un’onda (sonora o elettromagnetica) quando la sorgente e l’osservatore sono in movimento relativo. Nello spazio, viene utilizzato per misurare le velocità di stelle, galassie o anche per rilevare esopianeti. Nel caso del GIRO, i segnali radio emessi dalla sonda sono sensibili alla minima variazione del campo gravitazionale.
Fonte: Techno Science





