mercoledì, 11 Febbraio 2026
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Le missioni spaziali deviate per inseguire il visitatore interstellare 3I/ATLAS

C’è un nuovo “ospite” nel nostro Sistema solare, e questa volta non arriva da casa nostra.
Il suo nome è 3I/ATLAS, ed è un oggetto interstellare — una cometa proveniente da un altro sistema stellare — che sta attraversando i confini del Sole a una velocità di oltre 210.000 km/h. Un evento rarissimo, tanto che l’Agenzia Spaziale Europea e la NASA hanno deciso di deviare temporaneamente alcune missioni scientifiche per inseguirlo nello spazio.

Scoperta nel luglio 2025 dal sistema di telescopi ATLAS in Cile, la cometa ha rapidamente attirato l’attenzione degli astronomi per la sua traiettoria iperbolica (segno inequivocabile che non è legata gravitazionalmente al Sole) e per la sua luminosità crescente. Per qualche settimana è stata osservabile anche dalla Terra, prima che la sua vicinanza al Sole ne rendesse impossibile la visione con i telescopi terrestri.

Quando la finestra di osservazione terrestre si è chiusa, le agenzie spaziali hanno deciso di agire.

Mars Express, ExoMars e Psyche: deviazioni controllate per la scienza

Tra il 1° e il 7 ottobre 2025, le sonde Mars Express e ExoMars Trace Gas Orbiter dell’ESA hanno “puntato” i loro strumenti verso la cometa, nel momento in cui questa passava a circa 30 milioni di chilometri da Marte.
È la prima volta che orbiter progettati per studiare un pianeta vengono riutilizzati in questo modo: non per esplorare una superficie, ma per intercettare la scia di un corpo che arriva da un altro sistema stellare.

Anche la missione Psyche della NASA, diretta verso la fascia degli asteroidi tra Marte e Giove, ha partecipato all’osservazione. Dalla sua posizione privilegiata, Psyche ha raccolto dati spettroscopici sull’attività del nucleo cometario — dati che aiuteranno a identificare la composizione chimica originale della cometa, prima che il calore del Sole la alteri.

Tocca a JUICE: l’occhio verso il perielio

Dal 2 al 25 novembre, entrerà in gioco un’altra protagonista: la missione JUICE (Jupiter Icy Moons Explorer), che si trova nell’orbita esterna del Sistema solare.
In quel periodo 3I/ATLAS raggiungerà il punto più vicino al Sole, il perihelio, momento in cui il calore farà sublimare i ghiacci del nucleo e libererà gas e polveri nella sua chioma.

JUICE, equipaggiata con sensori spettrometrici e ottici di altissima precisione, catturerà la firma chimica del materiale espulso. Analizzare questa emissione sarà come aprire una finestra su un altro sistema solare: un modo diretto per confrontare i mattoni chimici dell’universo e capire se i meccanismi di formazione planetaria si ripetono altrove o se il nostro caso è unico.

Perché 3I/ATLAS è così importante

Gli oggetti interstellari sono messaggeri cosmici. Prima di 3I/ATLAS, solo due erano stati confermati:

  • ‘Oumuamua nel 2017, il misterioso sigaro cosmico privo di chioma visibile.
  • 2I/Borisov nel 2019, la prima cometa interstellare osservata in dettaglio.

3I/ATLAS è la terza occasione nella storia dell’astronomia moderna per studiare direttamente materia proveniente da un altro sistema stellare.
Ogni frammento, ogni molecola analizzata, potrebbe raccontare una storia di come si formano — o si distruggono — i pianeti in altre parti della galassia.

Se la sua composizione risulterà simile a quella delle comete del nostro Sistema solare, significherà che i processi chimici della formazione planetaria sono universali.
Ma se emergeranno differenze marcate, potremmo scoprire la prova tangibile che la chimica della vita segue strade diverse a seconda del sistema stellare.

L’occasione che non si ripeterà presto

3I/ATLAS non tornerà mai più. La sua orbita iperbolica la porterà a scomparire definitivamente nel buio interstellare, dopo il suo rapido passaggio vicino al Sole.
Le osservazioni coordinate tra ESA, NASA e l’International Gemini Observatory rappresentano quindi un’opportunità irripetibile.

I dati raccolti nelle prossime settimane saranno i più completi mai ottenuti su un oggetto interstellare — e potrebbero riscrivere parte di ciò che crediamo di sapere sull’origine della materia nel cosmo.

Considerazioni finali

Trovo affascinante che nel 2025, con tutte le sonde impegnate su obiettivi ben pianificati, l’umanità sia ancora capace di deviare la propria attenzione scientifica verso l’ignoto puro.
L’idea di riutilizzare missioni già operative per uno scopo imprevisto è un atto di ingegno e curiosità, quasi poetico. È la dimostrazione che l’esplorazione spaziale non è fatta solo di budget e tecnologia, ma anche di intuizione e coraggio — gli stessi ingredienti che hanno spinto l’uomo, secoli fa, a guardare le stelle chiedendosi “da dove veniamo?”.

Approfondimenti

  • Techno-Science.netLes missions spatiales détournées pour traquer l’objet venu d’ailleurs 3I/ATLAS, pubblicato l’8 ottobre 2025.
    Leggi l’articolo completo
  • ESA (European Space Agency)Mars and Jupiter missions observe comet 3I/ATLAS, comunicato ufficiale e immagini a supporto della campagna di osservazione.
    Consulta la fonte ESA
  • International Gemini Observatory / NOIRLabComet 3I/ATLAS captured from Gemini South telescope, immagini e dati spettroscopici sulla cometa interstellare.
    Approfondisci su NOIRLab
Julie Maddaloni
Julie Maddaloni
Ciao! Sono una blogger appassionata di tecnologia e delle news dei mondi Apple e Android. Amo scoprire le ultime novità del settore e condividere storie e consigli utili con chi, come me, è sempre alla ricerca delle ultime novità. Quando non sono immersa tra recensioni e aggiornamenti tech, mi rilasso con una buona pizza e una maratona di serie TV! 🍕📱💙
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