mercoledì, 18 Febbraio 2026
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Roadmap Apple 2026: 20+ prodotti, un iPhone pieghevole e un MacBook “cheap” che sembra un’eresia

Se ti sembra che Apple stia lanciando roba a raffica, non è solo una sensazione. Un rumor roundup di queste ore parla di oltre 20 prodotti attesi nel 2026, con una scaletta che sembra divisa in due atti: prima metà dell’anno = aggiornamenti “di motore”, seconda metà = le cose grosse, tipo iPhone pieghevole e un MacBook Pro ridisegnato in modo più aggressivo del solito.

E la cosa divertente è che, in mezzo a iPhone e Mac, Apple starebbe finalmente provando a prendersi sul serio anche la casa. Era ora.

Primo semestre 2026: upgrade “silenziosi”, ma tanti

La lista mette in fila un inizio 2026 parecchio concreto: un iPhone 17e con chip A19 e piccoli “sblocchi” da modello moderno (MagSafe e Dynamic Island, se i rumor sono giusti), più gli aggiornamenti classici di iPad e Mac.

Qui il punto non è la singola scheda tecnica, è il ritmo:

  • iPad Air passerebbe da M3 a M4
  • iPad base salirebbe a A18 o A19 (e, detto brutalmente, è anche un modo per non lasciare quel modello troppo indietro sul fronte “AI”)
  • lato Mac: MacBook Air con M5, MacBook Pro con M5 Pro/Max e un Mac Studio che si sposterebbe su M5 Max/Ultra

Se ti suona tutto “incrementale”, sì. È il classico periodo Apple in cui la novità vera non è il design, è la piattaforma che si allinea.

Il colpo vero: l’Home hub e la Siri più “personale”

Il pezzo che mi incuriosisce di più è il presunto Home hub: display quadrato da 6–7 pollici, chip A18 e una versione di Siri più personale, con Apple Intelligence a bordo. La nota succosa è che il prodotto sarebbe stato rimandato proprio per aspettare che quella Siri sia pronta davvero.

Questo è molto Apple: preferisce arrivare tardi piuttosto che lanciare un coso da cucina che risponde peggio di un HomePod mini del 2020. E attorno al hub, sempre secondo i rumor, ci sarebbe anche una telecamera di sicurezza “made for HomeKit” venduta come accessorio. Ecosistema casa, finalmente con una forma chiara.

Il MacBook “economico” con chip iPhone: idea strana, ma mica tanto

Poi c’è lui: il MacBook low-cost con chip A18 Pro (quello da iPhone Pro), display intorno ai 12,9 pollici e colori più vivaci. Qui Apple sembra voler fare una cosa che, detta così, pare un sacrilegio: un Mac “entry” che assomiglia a un iPad nella filosofia, ma con macOS.

Però ha una logica. Prestazioni simili a un vecchio M1, prezzo che potrebbe stare tra 599 e 899 dollari a seconda della configurazione, e qualche compromesso prevedibile: niente Thunderbolt, magari RAM più bassa, porte più “basic”. In pratica: un portatile da scuola/università e da lavoro leggero, pensato per vendere volumi senza cannibalizzare troppo Air e Pro.

Secondo semestre 2026: iPhone 18 Pro, foldable e un MacBook Pro che cambia pelle

La seconda metà dell’anno è dove Apple (se i rumor ci prendono) fa casino in senso buono.

Da una parte, iPhone 18 Pro/Pro Max: si parla di chip A20 Pro, Dynamic Island più stretta, variabile d’apertura su almeno una camera, perfino navigazione web via satellite e un modem Apple di nuova generazione. Dall’altra, il pezzo da copertina: il primo iPhone pieghevole, stile “libro”, con schermo interno da 7,7 pollici e esterno da 5,3, e l’idea di un pannello quasi senza piega. Per l’autenticazione, torna una soluzione molto pratica: Touch ID sul tasto laterale invece di Face ID. Prezzo? Prepariamoci psicologicamente.

E poi c’è il MacBook Pro: nello stesso 2026 potrebbe ricevere due aggiornamenti, prima con M5 Pro/Max e poi — più avanti — un redesign con OLED touch, Dynamic Island e chip M6 Pro/Max. È una di quelle traiettorie che, se vera, rende questo anno un po’ pericoloso per chi deve comprare un Pro “adesso”.

Casa e accessori: Apple TV, HomePod mini, AirPods Pro 3

Nella sezione “tempistiche meno chiare” spuntano anche refresh attesi da tempo: Apple TV (con chip più recente e Wi-Fi 7), HomePod mini aggiornato e AirPods Pro 3 con sensori/IR per funzioni AI. Nota simpatica: in quella lista c’era anche AirTag 2, ma è stato rimosso perché nel frattempo Apple l’ha già ufficializzato. Segno che il 2026 sta iniziando a macinare davvero.

Considerazioni finali

A me questa roadmap piace e mi spaventa allo stesso tempo. Mi piace perché sembra un anno in cui Apple prova a fare due cose insieme: consolidare (tanti update “normali”) e rischiare (pieghevole, casa, MacBook low-cost fuori schema).

Mi spaventa perché, quando Apple “inonda” il mercato, spesso lo fa per coprire una fase di transizione: nuove piattaforme, nuovi chip, nuove idee su Siri e sull’AI. Se il tutto regge, 2026 può essere un anno super eccitante.

Se invece Siri resta un collo di bottiglia, rischiamo un ecosistema pieno di hardware bellissimo che aspetta ancora il software giusto per brillare.

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia, della buona musica e dello sport, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso. Mi dedico per passione anche a scrivere pronostici sportivi dettagliati anche grazie all'analisi approfondita delle statistiche, grazie all'IA.
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