Mentre esploriamo i confini dell’universo a miliardi di anni luce dalla Terra, il nostro vicinato solare continua a riservare sorprese. Un team internazionale, che include ricercatori del Dipartimento di Astrofisica (DAp), ha scoperto un nuovo nuvola di idrogeno molecolare oscuro a 300 anni luce dal Sole, ai margini della Bolla Locale. Questo è il primo nuvola molecolare scoperto tramite fluorescenza H2, un esempio affascinante di come un nuvola interagisca con una superbolla.
Il nuvola Eos, così chiamato in onore della dea dell’alba, è stato individuato grazie alle mappe di fluorescenza H2 ottenute tra il 2003 e il 2005 dall’instrumento FIMS/SPEAR a bordo del satellite coreano STSAT-1. Combinando queste mappe con dati di emissione CO, emissione radio degli atomi di idrogeno, emissione infrarossa delle polveri e assorbimento dei raggi X, i ricercatori hanno identificato un nuvola molecolare sconosciuto, con una massa pari a 3400 volte quella del Sole, che non era stato ancora catalogato a causa della sua debole emissione luminosa.
Lo spazio tra le stelle è un ambiente dinamico, pieno di gas e polveri. Questo ambiente interstellare è continuamente agitato da correnti, onde d’urto di esplosioni stellari, radiazioni ultraviolette (UV) e forze gravitazionali. Il gas si muove tra ampie bolle calde e tenui, create dall’attività stellare, e nuvole più compatte, fredde e dense, dove nascono nuove stelle.
Il gas nei nuvole dense è principalmente composto da molecole, ma le più abbondanti, H2, emettono così poca luce in questi ambienti freddi che si utilizzano le emissioni radio delle molecole di CO, molto più rare, per mappare i nuvole molecolari. Tuttavia, si sa che grandi quantità di gas molecolare sfuggono alle osservazioni CO. In presenza di raggi UV, le molecole H2 possono eccitarsi e diventare luminose per fluorescenza, simile a come alcune pietre o animali brillano sotto la luce nera (UV).
Il rappresentazione 3D dei nuvole di polvere nel vicinato solare mostra la densità delle polveri che aumenta dal blu al rosso, vista dall’alto del piano Galattico. Questa rappresentazione evidenzia la forma della cavità della Bolla Locale (in giallo trasparente), la posizione del nuvola Eos (nel cerchio) e la localizzazione di alcuni nuvole molecolari conosciuti.
La scoperta del nuvola Eos è stata pubblicata sulla rivista Nature Astronomy. Questo nuvola contiene un grumo visibile in CO, che rappresenta solo una piccola parte (meno dell’1%) dell’intera massa del nuvola, simile alla punta di un iceberg.
Fonte: Techno Science





