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Una mutazione genetica cruciale dietro il morbo di Crohn è finalmente stata rivelata

Scoperte genetiche e il loro impatto sulla malattia di Crohn

Le mutazioni in un gene associato alla malattia di Crohn sono state scoperte per privare le cellule immunitarie critiche della loro capacità di cambiare modalità, causando una reazione eccessiva e innescando infiammazioni. Le variazioni nel gene NOD2 sono state collegate a Crohn in studi precedenti, ma il loro ruolo esatto nella patologia della malattia è rimasto a lungo un mistero.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella ricerca

Ricercatori dell’Università della California, San Diego, hanno utilizzato tecniche di machine learning per identificare schemi nell’attività genica delle cellule immunitarie nell’intestino. Esperimenti su cellule coltivate in laboratorio e campioni da intestini sani e tratti digestivi con una forma di Crohn chiamata malattia infiammatoria intestinale (IBD) hanno rivelato che le mutazioni interferiscono con i meccanismi protettivi tipici che consentono alle proteine NOD2 di proteggere contro l’IBD.

Il ruolo dei macrofagi nell’intestino

Tracciando il comportamento delle cellule immunitarie chiamate macrofagi attraverso l’espressione dei loro geni, i ricercatori hanno discernuto quali cellule aiutano l’intestino a rimanere sano e quali diventano infiammatorie e causano danni.

“L’intestino è un campo di battaglia, e i macrofagi sono i pacificatori”, afferma Gajanan Katkar dell’UC San Diego. “Per la prima volta, l’AI ci ha permesso di definire e tracciare chiaramente i giocatori su due squadre opposte”.

La scoperta di una firma genetica

Il team di ricerca ha messo insieme una firma genetica che coinvolge 53 geni, che controllano lo stato dei macrofagi nell’IBD. Un gene trovato per promuovere la modalità macrofagica non infiammatoria produce una proteina chiamata girdin. Si scopre che le proteine girdin e NOD2 lavorano insieme per garantire che i macrofagi rimangano vigili alle minacce, ma non eccessivamente reattivi.

Esperimenti sui topi e implicazioni future

Ulteriori esperimenti sui topi hanno confermato i risultati: i topi privi di girdin sviluppavano infiammazioni nei loro intestini e spesso morivano di sepsi, causata da una reazione eccessiva del sistema immunitario. Questo ci offre una comprensione molto migliore dello squilibrio che aiuta a guidare l’IBD e del ruolo che NOD2 svolge.

Considerazioni finali

Questa ricerca rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione della malattia di Crohn e delle malattie infiammatorie intestinali. L’uso dell’intelligenza artificiale per analizzare i dati genetici ha aperto nuove strade per identificare i meccanismi sottostanti che regolano l’infiammazione intestinale.

La scoperta del ruolo cruciale delle proteine NOD2 e girdin offre nuove prospettive per lo sviluppo di terapie mirate che potrebbero migliorare significativamente la qualità della vita dei pazienti affetti da queste condizioni debilitanti. Con ulteriori ricerche, potremmo essere in grado di sviluppare trattamenti più efficaci che mirano a ripristinare l’equilibrio immunitario nell’intestino.

Fonte: Science Alert​

Per saperne di più

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia e della buona musica, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso.
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