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Bitcoin regge sopra 76.000 dollari dopo il rialzo dei tassi Fed

Bitcoin ha reagito poco al primo rialzo dei tassi della Federal Reserve dal 2023: dopo l’aumento di 25 punti base, la criptovaluta è rimasta attorno ai livelli precedenti all’annuncio, scambiando a 76.663 dollari al momento della rilevazione indicata dalla fonte.

Il mercato, però, guarda già oltre la decisione odierna. Le proiezioni della Fed mostrano che 16 dei 18 funzionari si attendono almeno un ulteriore aumento entro la fine dell’anno, un’ipotesi che potrebbe mettere nuovamente alla prova la tenuta di Bitcoin e degli altri asset rischiosi.

La Fed porta i tassi al 3,75%-4%

Il Federal Open Market Committee ha votato all’unanimità per alzare il tasso di riferimento di 25 punti base, portando l’intervallo obiettivo al 3,75%-4%. La misura arriva mentre l’inflazione resta elevata, anche se l’economia statunitense appare in rafforzamento.

In condizioni normali, tassi più alti possono pesare su azioni e investimenti percepiti come più rischiosi. Mercoledì i listini USA sono effettivamente scesi, ma Bitcoin non ha seguito subito la stessa direzione: il prezzo era in aumento dell’1,35% nelle 24 ore al momento della rilevazione.

Cooper Duschang, analista di ricerca di Talos, interpreta la reazione iniziale come il segnale che il rialzo fosse già ampiamente previsto dal mercato crypto. La stabilità del prezzo non chiude però il tema: l’attenzione si sposta sulla possibilità di una politica monetaria più restrittiva nei prossimi mesi.

Spot e derivati hanno seguito strade diverse

Dietro un prezzo apparentemente stabile, l’attività di mercato non è stata immobile. Duschang segnala vendite nette sui futures perpetui: circa 82 milioni di dollari in Bitcoin e 68 milioni in Ether nell’ora successiva alla decisione.

Sul mercato spot, invece, Bitcoin avrebbe registrato acquisti netti per circa 15,5 milioni di dollari. Questo scarto suggerisce che una parte della domanda diretta abbia assorbito la pressione in vendita arrivata dai derivati, senza tradursi nell’immediato in un calo marcato delle quotazioni.

La fonte rileva anche movimenti verso e dagli exchange: circa 2.170 Bitcoin sono confluiti sulle piattaforme dopo il rialzo, seguiti da prelievi per 1.260 Bitcoin. Più che un’uscita generalizzata dagli asset rischiosi, il quadro descritto è quello di investitori impegnati a riposizionarsi mentre valutano il messaggio della Fed.

Il nodo è un altro rialzo entro fine anno

Andrew Melville, responsabile della ricerca di Block Scholes, considera un altro aumento dei tassi una sorpresa più restrittiva rispetto al rialzo da 25 punti base appena deciso. Martin Lee, market insights lead di DWF Labs, ritiene invece che una fase di tassi elevati più a lungo imporrebbe una rivalutazione degli asset più esposti al rischio.

Per Bitcoin, quindi, la tenuta sopra i 76.000 dollari è un dato circoscritto alla reazione iniziale. Il passaggio decisivo sarà capire se la domanda spot continuerà a compensare le vendite sui derivati qualora si consolidasse l’aspettativa di un ulteriore irrigidimento monetario.

FAQ

Di quanto ha alzato i tassi la Federal Reserve?

La Fed ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base, fissando un intervallo compreso tra il 3,75% e il 4%.

Come ha reagito Bitcoin alla decisione?

La reazione immediata è stata contenuta: Bitcoin è rimasto vicino a 76.000 dollari e veniva indicato a 76.663 dollari, con un rialzo dell’1,35% su 24 ore.

Perché i prossimi mesi contano per il mercato crypto?

Le proiezioni aggiornate mostrano che 16 dei 18 funzionari della Fed vedono almeno un altro aumento dei tassi entro fine anno. Una politica più restrittiva potrebbe esercitare nuova pressione sugli asset rischiosi.

Considerazioni finali

La reazione composta di Bitcoin al rialzo segnala soprattutto che il mercato aveva già messo in conto questa decisione. È un elemento rilevante, perché mentre le azioni scendevano la domanda spot ha contribuito a contenere l’impatto delle vendite sui derivati.

Sarebbe però eccessivo leggere la tenuta iniziale come una risposta definitiva alla stretta monetaria. Il dato che pesa di più è l’attesa di almeno un altro rialzo da parte della maggioranza dei funzionari Fed: sarà la capacità della domanda spot di reggere anche quel passaggio a definire la solidità del movimento.

Julie Maddaloni
Julie Maddaloni
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