Potrebbe sembrare strano, ma alcune ricerche recenti suggeriscono che le persone con più tatuaggi avrebbero un rischio inferiore di melanoma, almeno nei dati raccolti finora. Ma attenzione: i risultati sono da interpretare con cautela.
Il “paradosso” osservato
Un gruppo di ricercatori ha confrontato oltre 1.000 persone affette da melanoma con un gruppo di controllo sano, per verificare se i tatuaggi potessero avere un ruolo protettivo. Contro ogni aspettativa, chi aveva ricevuto più sessioni di tatuaggio o possedeva tatuaggi grandi mostrava un’incidenza di melanoma più bassa, con il rischio che appariva dimezzato nei confronti rispetto agli altri.
Perché questi dati potrebbero essere fuorvianti
Ci sono vari motivi per cui questi risultati potrebbero non indicare una protezione effettiva dei tatuaggi:
- Non sono stati raccolti dati fondamentali come la storia dell’esposizione al sole, l’uso di lettini abbronzanti, il fototipo (quanto facilmente la pelle si scotta) e la storia familiare di melanoma in tutti i partecipanti, ma solo nei pazienti.
- Potrebbe esserci bias comportamentale: chi ha tatuaggi potrebbe adottare comportamenti diversi, ad esempio usare più spesso la protezione solare per preservare il tatuaggio.
- L’area del corpo in cui sono situati i tatuaggi non è stata considerata: un tatuaggio in una zona quasi sempre coperta dall’ombra ha un’esposizione UV molto differente da uno in una zona esposta.
- Il tasso di risposta fra i malati di melanoma è stato basso (circa il 41 %), il che apre la porta a distorsioni nei dati raccolti.
Curiosamente, lo studio non ha mostrato che i melanomi compaiano più frequentemente sulle aree tatuate rispetto a quelle non tatuate. Questo fa pensare che l’inchiostro del tatuaggio, da solo, probabilmente non sia la causa del cancro del tipo melanoma.
Cosa (non) possiamo concludere
Per ora, i tatuaggi non possono essere considerati una strategia per evitare il melanoma. Al massimo, lo studio suggerisce che potrebbero esserci fattori correlati (comportamenti personali, protezione della pelle, modalità di vita) che meritano indagini più approfondite.
Il consiglio pratico rimane invariato: limitare l’esposizione solare e adottare protezioni UV, controllare regolarmente la pelle, indipendentemente dai tatuaggi o no.
Considerazioni finali
Questo articolo serve da promemoria: non tutte le correlazioni suggerite sono causali. Sebbene il dato “meno melanoma tra tatuati” sia provocatorio, non giustifica affatto l’idea che tatuarsi protegga dal cancro alla pelle. Serve molta più ricerca, con studi meglio controllati, per capire se c’è qualcosa di reale dietro queste osservazioni. Nel frattempo, mantenere abitudini di protezione della pelle resta la linea più prudente.
Fonte: Science Alert





