mercoledì, 18 Febbraio 2026
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Il buco nero supermassiccio ‘inghiotte’ la materia a una velocità incredibile

Un buco nero supermassiccio a 1,2 miliardi di anni luce di distanza sta mostrando segni di intensa attività. Le osservazioni rivelano che sta espellendo materia a velocità prodigiose, modificando la nostra comprensione di questi mostri cosmici.

Gli astronomi hanno utilizzato il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA per studiare PG1211+143, un buco nero 40 milioni di volte più massiccio del Sole. Questo gigante cosmico assorbe l’equivalente di 10 masse terrestri in sole cinque settimane, un banchetto cosmico che non è privo di conseguenze.

Quando un buco nero assorbe materia a un ritmo frenetico, può raggiungere un punto di saturazione. La materia in eccesso viene quindi espulsa sotto forma di getti ad alta velocità, un fenomeno spesso paragonato a un ‘rutto’ cosmico.

L’assorbimento frenetico di materia da parte del buco nero crea dischi di accrescimento, strutture in cui gas e polveri vorticano prima di essere inghiottiti. Tuttavia, questa voracità ha i suoi limiti, provocando l’espulsione di materia a quasi il 30% della velocità della luce. Queste espulsioni, osservate con un ritardo di alcuni giorni dopo l’assorbimento, riscaldano l’ambiente a diversi milioni di gradi.

Questi getti sono spinti dalle forze magnetiche e dalla pressione di radiazione generate vicino al buco nero. Possono percorrere distanze immense, influenzando il loro ambiente galattico.

Lo studio di queste espulsioni permette agli scienziati di comprendere meglio i meccanismi di accrescimento ed espulsione attorno ai buchi neri. Ciò rivela anche come questi giganti cosmici plasmino l’evoluzione delle galassie.

Questo fenomeno potrebbe spiegare come i buchi neri influenzino la formazione delle stelle nella loro galassia ospite. I ricercatori, guidati da Ken Pounds dell’Università di Leicester, hanno pubblicato i loro risultati nei Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. I loro lavori aprono nuove prospettive sull’evoluzione delle galassie sotto l’influenza dei buchi neri supermassicci.

 

Fonte: Techno Science

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Julie Maddaloni
Julie Maddaloni
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