Un team dell’Istituto Curie, dell’Inserm e del CNRS ha scoperto un nuovo meccanismo molecolare che collega gli estrogeni all’aggravamento di alcuni tumori non tradizionalmente considerati ormono-dipendenti, come il melanoma, il cancro gastrico e il cancro della tiroide. Questi risultati, pubblicati su Nature l’11 giugno 2025, aprono la strada a nuove strategie terapeutiche, specialmente per le donne in età fertile.
Un ruolo ormonale nei tumori a lungo sottovalutato
Nonostante sia noto che i tumori ormono-dipendenti rappresentano circa il 20% dei casi di cancro nel mondo, questo nuovo studio mette in discussione tale quadro. Attraverso un’ampia analisi epidemiologica, i ricercatori hanno osservato che diversi tumori, in particolare il melanoma, sono più frequenti nelle donne tra la pubertà e la menopausa rispetto agli uomini della stessa età, periodo caratterizzato da una forte esposizione agli estrogeni.
“Empiricamente, i dermatologi notavano già un’incidenza più elevata di melanomi nelle giovani donne, specialmente dopo la gravidanza. Abbiamo cercato di comprendere scientificamente questo fenomeno”, spiega il Dr. Lionel Larue, direttore di ricerca all’Inserm e co-autore dello studio.
Una nuova via di segnalazione pro-metastatica
Le analisi hanno permesso di identificare una via di segnalazione finora sconosciuta, strettamente dipendente dall’ambiente ormonale femminile. Questa regolazione coinvolge diversi attori molecolari chiave, tra cui ESR1 (il recettore degli estrogeni) che induce il recettore GRPR (Gastrin-releasing peptide receptor), attivando la via pro-metastatica YAP1, la quale reprime la E-caderina (ECAD), una molecola di adesione cellula-cellula la cui diminuzione facilita la progressione tumorale. La ciclo si chiude con l’induzione della trascrizione di ESR1 dopo la riduzione del livello di ECAD.
Questo meccanismo favorisce la crescita delle tumori, la migrazione e l’invasione delle cellule tumorali, nonché la loro resistenza all’anoikis, un processo di morte cellulare normalmente coinvolto nella prevenzione della disseminazione metastatica. Si tratta di un processo particolarmente attivo nelle donne, poiché dipende dall’attivazione del recettore ESR1 da parte degli estrogeni.
Una nuova target terapeutico promettente
Un aspetto notevole è che GRPR appartiene alla famiglia dei recettori accoppiati alle proteine G (RCPG), che rappresentano una delle classi di recettori più studiate per lo sviluppo di nuovi farmaci. Questa scoperta apre la possibilità di sviluppare terapie mirate che potrebbero inibire questa via di segnalazione, offrendo nuove speranze per il trattamento di tumori che finora non erano considerati ormono-dipendenti.
Fonte: Techno Science

