HomeNews TechSamsung UFS 5.0, la memoria che può cambiare i prossimi Galaxy

Samsung UFS 5.0, la memoria che può cambiare i prossimi Galaxy

Samsung ha presentato la sua prima memoria UFS 5.0, e qui non siamo davanti al solito numero da scheda tecnica piazzato per fare scena. Il nuovo chip promette letture sequenziali fino a 10,8 GB/s e scritture fino a 9,5 GB/s, più del doppio rispetto alle soluzioni UFS 4.1 usate oggi sui top di gamma. Tradotto: il telefono non diventa “magicamente” più intelligente, ma può avere molto più margine quando deve aprire app pesanti, gestire file enormi, elaborare foto, video e soprattutto funzioni AI direttamente sul dispositivo.

La parte interessante è proprio questa. Negli ultimi anni gli smartphone hanno corso soprattutto su processori, fotocamere e display. La memoria interna, invece, è rimasta spesso un dettaglio per appassionati. Con l’arrivo dell’AI on-device, però, lo storage torna al centro della scena. Un modello generativo, un assistente locale o una funzione avanzata di editing fotografico devono leggere e scrivere dati in fretta. Se la memoria fa da collo di bottiglia, anche il chip più potente rischia di sembrare meno reattivo.

Perché UFS 5.0 conta davvero

La nuova soluzione Samsung non punta solo sulla velocità pura. Il chip è anche più compatto: misura 7,5 x 13 x 0,9 mm, quindi occupa meno spazio rispetto alla generazione precedente. Sembra un dettaglio da ingegneri, ma dentro uno smartphone moderno ogni millimetro è conteso tra batteria, fotocamere, dissipazione, modem e antenne.

C’è poi il tema dell’efficienza: Samsung parla di un miglioramento superiore al 40% rispetto alla propria UFS 4.1. Questa è forse la parte più sottovalutata. Una memoria più veloce ma più energivora avrebbe poco senso su uno smartphone. Qui l’idea è diversa: trasferire più dati consumando meno, grazie a tecnologie come clock gating e gestione multi-voltaggio.

Il risultato, almeno sulla carta, è una memoria pensata non solo per i telefoni premium, ma anche per tablet, visori XR, wearable evoluti e laptop sottili. In pratica tutti quei dispositivi che dovranno fare più calcoli in locale senza affidarsi sempre al cloud.

Galaxy S27: debutto probabile, ma non ancora confermato

Il collegamento con la futura serie Galaxy S27 è naturale, ma va letto con un minimo di prudenza. Samsung ha annunciato la produzione di massa nel quarto trimestre 2026, una finestra temporale compatibile con il lancio dei flagship Galaxy successivi. Da qui nasce l’ipotesi che i Galaxy S27, attesi nel 2027, possano essere i primi smartphone Samsung a usare UFS 5.0.

Non è però detto che tutti i modelli ricevano lo stesso trattamento. Samsung potrebbe scegliere di riservare la nuova memoria alle varianti più costose, magari al Galaxy S27 Ultra, lasciando UFS 4.1 su versioni base o con tagli di memoria più bassi. È già successo in passato che la velocità dello storage cambiasse in base alla capacità o al modello, e non sarebbe sorprendente rivedere una strategia simile.

Il vero salto sarà nell’esperienza quotidiana?

Qui serve un po’ di realismo. Passare da UFS 4.1 a UFS 5.0 non significa che ogni operazione diventerà due volte più veloce. Molte attività dipendono da processore, RAM, ottimizzazione software, temperatura e velocità della memoria casuale, non solo da quella sequenziale.

Dove il salto può farsi sentire è nei carichi più moderni: apertura di file video ad alta risoluzione, elaborazioni AI locali, gestione di librerie fotografiche enormi, installazione di app pesanti, importazione ed esportazione di contenuti. Il classico utente che apre WhatsApp, Instagram e YouTube potrebbe non accorgersi subito della differenza. Chi usa il telefono come una piccola workstation, invece, potrebbe percepirla eccome.

A mio modo di vedere, UFS 5.0 è una di quelle novità silenziose che non fanno vendere un telefono da sole, ma preparano il terreno a funzioni che oggi sembrano ancora sperimentali. L’AI locale non vive solo di NPU potenti: ha bisogno anche di memoria rapida, efficiente e abbastanza capiente.

Considerazioni finali

Samsung sta mandando un messaggio chiaro: il prossimo salto degli smartphone non passerà solo da fotocamere più spinte o display più luminosi. La memoria interna diventerà una parte attiva dell’esperienza AI.

Se UFS 5.0 arriverà davvero sui Galaxy S27, il 2027 potrebbe segnare una piccola svolta tecnica per Android di fascia alta. Non una rivoluzione visibile al primo sguardo, ma una base hardware più seria per telefoni capaci di elaborare dati in locale con meno attese, meno consumo e più continuità. E questa, nel lungo periodo, potrebbe pesare più dell’ennesimo sensore fotografico da pubblicità.

FAQ

Che cos’è UFS 5.0?

UFS 5.0 è il nuovo standard di memoria flash per dispositivi mobili. Serve a salvare e leggere dati molto più rapidamente rispetto alle generazioni precedenti.

Quanto è veloce la memoria UFS 5.0 di Samsung?

Samsung dichiara fino a 10,8 GB/s in lettura sequenziale e fino a 9,5 GB/s in scrittura sequenziale.

Arriverà sui Galaxy S27?

È una possibilità concreta, perché la produzione di massa partirà nel quarto trimestre 2026. Samsung però non ha ancora confermato ufficialmente i modelli che la useranno.

La batteria migliorerà?

Non automaticamente, ma la maggiore efficienza può aiutare. Samsung parla di oltre 40% di efficienza in più rispetto alla propria UFS 4.1.

Serve davvero su uno smartphone?

Sì, soprattutto per AI on-device, video pesanti, gaming avanzato, editing fotografico e gestione di grandi quantità di dati.

Ambra Ferrari
Ambra Ferrarihttps://sotutto.it
🚀 Appassionata di tecnologia e scienza, non disdegno di scrivere anche guide o news sul mondo della telefonia mobile. Amo scoprire e condividere le ultime novità tecnologiche e le innovazioni digitali, cercando sempre di rendere i temi tech comprensibili a tutti. 🌍✈️ Amo viaggiare e spesso scrivo in remoto dalle zone più fighe della Terra! 📱✨
TI POTREBBERO INTERESSARE

ARTICOLI CONSIGLIATI

Apple Watch Series 12, le novità attese puntano dove serve davvero

Apple Watch Series 12, le novità attese puntano dove...

Apple Watch Series 12 non è ancora ufficiale, ma le prime indiscrezioni iniziano a disegnare un aggiornamento più interessante di quanto sembri a prima vista. Non parliamo, almeno per ora, di una rivoluzione estetica o di un prodotto destinato a cambiare forma da un anno all’altro. Apple sembra voler lavorare sotto la superficie: più potenza, più autonomia, nuove funzioni per la salute e un’interfaccia ancora più adatta all’uso quotidiano.Ed è proprio qui che la cosa diventa interessante. Perché l’Apple Watch, ormai, non deve più convincere nessuno della sua utilità. Deve solo risolvere meglio quei piccoli limiti che gli utenti si portano dietro da anni.
AirPods, arriva l’equalizzatore che Apple doveva aggiungere da anni

AirPods, arriva l’equalizzatore che Apple doveva aggiungere da anni

Gli AirPods sono sempre stati comodissimi, integrati alla perfezione con iPhone, Mac e iPad, ma su una cosa Apple è rimasta curiosamente rigida per anni: il controllo del suono. Chi voleva più bassi, medi meno invadenti o alti più brillanti doveva arrangiarsi con opzioni limitate, spesso nascoste tra Accessibilità o legate solo ad alcune app.Con la nuova beta pubblica del firmware AirPods, collegata al ciclo di iOS 27, cambia finalmente qualcosa. La novità più interessante è l’arrivo dell’EQ personalizzato, una funzione richiesta da tempo e che molti auricolari concorrenti offrono ormai da anni tramite app dedicate. Non parliamo di un equalizzatore da audiofili con dieci bande, preset salvabili e profili avanzati. Apple, come spesso accade, parte da una soluzione semplice: tre controlli per bassi, medi e alti. Però è proprio questa semplicità a renderla molto “Apple”.
Samsung Unpacked, la sorpresa è già finita: i nuovi Galaxy pieghevoli si mostrano prima del lancio

Samsung Unpacked, la sorpresa è già finita: i nuovi...

C’è una scena che ormai si ripete quasi a ogni grande evento tech: l’azienda prepara teaser, slogan, video cinematografici e frasi mezze misteriose, poi arriva il leak di turno e smonta buona parte della suspense. Stavolta tocca a Samsung, che si avvicina al nuovo Galaxy Unpacked del 22 luglio con una lineup praticamente già finita online.Il tema dell’evento è chiaro: pieghevoli, intelligenza artificiale e nuovi wearable. Il problema, per Samsung, è che i render trapelati sembrano mostrare già i protagonisti principali: Galaxy Z Fold 8, Galaxy Z Fold 8 Ultra, Galaxy Z Flip 8, Galaxy Watch 9 e Galaxy Watch Ultra 2. Non proprio un piccolo assaggio, insomma. Più che un antipasto, sembra il menu completo.
Galaxy Z Fold 8 Ultra, il pieghevole Samsung vuole fare il salto da vero top di gamma

Galaxy Z Fold 8 Ultra, il pieghevole Samsung vuole...

Il prossimo Galaxy Z Fold 8 Ultra inizia a prendere forma, almeno secondo le ultime indiscrezioni arrivate a pochi giorni dal Galaxy Unpacked del 22 luglio 2026. E, per una volta, il nome “Ultra” non sembra buttato lì solo per fare marketing. La differenza rispetto al Galaxy Z Fold 8 standard sarebbe piuttosto netta: display più grande, fotocamere più ambiziose, batteria superiore e un’impostazione più vicina alla serie Galaxy S Ultra che ai pieghevoli tradizionali.La notizia interessante è proprio questa: Samsung potrebbe finalmente smettere di trattare il Fold come un oggetto “premium perché pieghevole” e iniziare a renderlo premium anche nella scheda tecnica. Negli ultimi anni il problema dei Fold è stato sempre lo stesso. Costavano tantissimo, ma lato fotocamere, batteria e ricarica non sempre davano la sensazione di essere il meglio assoluto del catalogo Samsung. Con Z Fold 8 Ultra, almeno sulla carta, qualcosa cambia.