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Transizione 5.0 e 4.0: incentivi utili per digitalizzare progettazione e produzione (software/beni immateriali)

L’industria manifatturiera italiana è di fronte a una sfida importante: rimanere competitiva nel mercato globale che richiede efficienza e innovazione, ed anche una crescente attenzione alla sostenibilità. Per supportare le imprese in questo percorso, i piani nazionali Transizione 4.0 e, più recentemente, Transizione 5.0 rappresentano due leve strategiche fondamentali. Sebbene spesso, questi incentivi vengano collegati a investimenti per macchinari, in realtà offrono enormi opportunità anche per l’acquisizione di beni immateriali, come i software, che costituiscono il motore della trasformazione digitale.

Questi software sono essenziali per ottimizzare i processi, dalla progettazione iniziale fino alla produzione finale, e rappresentano un punto critico di una fabbrica smart e sostenibile. Comprendere come sfruttare al meglio questi incentivi per digitalizzare l’intera catena del valore è quindi un passo importante per la crescita.

Transizione 4.0: il pilastro della digitalizzazione per i beni immateriali

Il piano Transizione 4.0 ha gettato le basi per la modernizzazione del tessuto produttivo italiano, introducendo un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati. Un aspetto fondamentale, e talvolta sottovalutato, di questo piano è l’inclusione dei beni immateriali elencati nell’Allegato B della normativa. Questi non sono altro che i software e le piattaforme digitali che permettono di gestire e ottimizzare i processi aziendali.

Rientrano in questa categoria anche soluzioni per l’industria manifatturiera, come i software per la progettazione e la modellazione 3D (CAD), che consentono di creare prototipi virtuali dettagliati e accurati. Inoltre si includono anche i sistemi per la simulazione, che permettono di testare il comportamento dei prodotti in condizioni reali prima ancora di costruirli, riducendo sprechi e costi. Altrettanto importanti sono le piattaforme di Product Data Management (PDM), che gestiscono in modo centralizzato tutti i dati e i documenti relativi a un progetto, garantendo coerenza e collaborazione tra i team. Infine, i software CAM (Computer-Aided Manufacturing) sono utili per tradurre i modelli digitali in istruzioni per le macchine utensili, automatizzando e ottimizzando la produzione.

Per accedere al credito d’imposta, la condizione essenziale è l’interconnessione: il software deve essere integrato con il sistema produttivo aziendale, scambiando dati e informazioni per creare un flusso di lavoro digitale e connesso. Questo requisito spinge le aziende a creare un ecosistema tecnologico integrato che migliora l’efficienza complessiva, allontanandosi dalla logica tradizionale dove ogni operazione è gestita in maniera separata.

Transizione 5.0: l’evoluzione verso l’efficienza energetica e la sostenibilità

Il piano Transizione 5.0 affianca e integra il 4.0, introducendo un nuovo criterio: la sostenibilità. L’obiettivo è incentivare una “doppia transizione”, digitale ed ecologica. Il credito d’imposta previsto da questo nuovo piano è infatti vincolato al raggiungimento di un risparmio energetico certificato, che può riguardare l’intera struttura produttiva o uno specifico processo interessato dall’investimento.

Anche in questo contesto, i beni immateriali sono inclusi e risultano spesso un fattore chiave per un’innovazione reale e misurabile. Il piano 5.0 incentiva esplicitamente l’acquisto di software per il monitoraggio dei consumi energetici, come le piattaforme di “Energy Dashboarding” che raccolgono e analizzano i dati provenienti dai sensori per ottimizzare l’uso dell’energia. Inoltre, i software gestionali, come gli ERP, possono essere agevolati se acquistati insieme a queste soluzioni di monitoraggio.

Va notato che anche i software tradizionalmente legati all’Industria 4.0, come quelli dell’Allegato B, possono rientrare in un progetto di Transizione 5.0. L’investimento in un nuovo sistema CAD/CAM/PDM, infatti, può essere parte di un progetto più ampio che mira a ridurre i consumi. Ad esempio, un software di simulazione avanzato può aiutare a progettare prodotti più leggeri che richiedono meno energia per essere fabbricati, contribuendo così direttamente al risparmio energetico richiesto dalla normativa.

Come software e beni immateriali guidano la doppia transizione

L’adozione di software avanzati è un investimento strategico che genera benefici tangibili sia in termini di produttività che di sostenibilità. Per esempio, un software CAM moderno può calcolare per ogni utensile i percorsi più efficienti per una macchina a controllo numerico, riducendo i tempi di lavorazione e, di conseguenza, il consumo di energia elettrica. Una piattaforma PDM, garantendo che tutti i reparti lavorino sull’ultima versione approvata di un progetto, evita errori costosi, rilavorazioni e scarti di produzione, che rappresentano uno spreco non solo di materiali ma anche di energia.

Questi esempi dimostrano come la digitalizzazione della progettazione e della produzione sia intrinsecamente legata all’efficienza e alla sostenibilità. Per comprendere meglio queste complessità e scegliere le soluzioni più adatte, è importante affidarsi a un partner tecnologico con una profonda conoscenza del settore manifatturiero. Un partner come Nuovamacut, il primo partner in Italia e nella top 10 mondiale di SolidWorks, Dassault Systèmes e HP 3DPrinting, può accompagnare l’azienda nell’identificare le tecnologie giuste per raggiungere gli obiettivi di innovazione e, al tempo stesso, soddisfare i requisiti per accedere agli incentivi fiscali.

Requisiti e procedure: cosa serve per accedere agli incentivi

Accedere a questi incentivi richiede un approccio strutturato e una documentazione precisa. Per il credito d’imposta 4.0, è generalmente richiesta una perizia tecnica giurata redatta da un ingegnere o un perito industriale iscritto all’albo, che attesti le caratteristiche tecniche del bene immateriale e la sua interconnessione con i sistemi aziendali.

Con la Transizione 5.0, la procedura si articola ulteriormente. È necessaria una certificazione energetica rilasciata da un valutatore indipendente, come un Esperto in Gestione dell’Energia (EGE). Questa certificazione deve essere prodotta in due momenti: una ex ante, per valutare i consumi reali e stimare il risparmio energetico conseguibile con l’investimento, e una ex post, per attestare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi e la corretta realizzazione del progetto. La pianificazione attenta e il coinvolgimento di professionisti qualificati sono quindi passaggi fondamentali per il successo della richiesta.

Un’opportunità strategica per l’industria manifatturiera

Transizione 4.0 e 5.0 sono strumenti a disposizione degli imprenditori per guidare la trasformazione delle aziende manifatturiere italiane. Investire in beni immateriali come software di progettazione, simulazione e gestione della produzione vuol dire acquisire gli strumenti necessari per innovare i prodotti, ottimizzare i processi e ridurre i consumi e l’impatto ambientale.

Di conseguenza, sfruttare questi incentivi permette di accelerare il percorso di digitalizzazione, che è ormai indispensabile per competere nel mercato. Le aziende che sanno cogliere questa opportunità, integrando le migliori tecnologie e i software adeguati nel proprio flusso di lavoro, metteranno le basi per un futuro più efficiente e competitivo.

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia e della buona musica, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso.
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