Le AI Overview di Google compaiono nel 22% delle ricerche effettuate da computer in Italia, secondo un’indagine Sensemakers sui dati Comscore di giugno 2026 citata dall’ANSA. Il dato era all’8% nell’aprile 2025 e riporta al centro il rischio dello zero click: ottenere una risposta direttamente nella pagina dei risultati, senza aprire il sito che l’ha fornita.
La crescita non riguarda soltanto Google. Il report rileva che oltre 20 milioni di italiani incontrano le sintesi AI di Google e quelle di Bing, mentre ad agosto gli assistenti virtuali hanno raggiunto 18,9 milioni di visitatori unici nel Paese.
Le sintesi AI precedono i siti nei risultati
Le AI Overview sono risposte testuali generate dall’intelligenza artificiale che Google mostra prima dei collegamenti ai siti per alcune domande. Possono riassumere informazioni su temi molto diversi, dal nome di un politico al risultato di una partita, fino al prezzo della benzina.
La loro presenza cambia il percorso dell’utente: una parte delle richieste può trovare una risposta in poche righe direttamente nel motore di ricerca. I siti che producono le informazioni restano quindi essenziali, ma non sono necessariamente il primo elemento su cui si fa clic.
È questo il meccanismo alla base dello zero click. Le sintesi possono rendere più rapida la consultazione, ma possono anche ridurre le visite ai portali sorgente e prolungare la permanenza sulle piattaforme di ricerca che ospitano i chatbot.
Dall’8% al 22% nelle ricerche da computer
L’indagine citata dall’ANSA fotografa una crescita netta in poco più di un anno: le AI Overview apparivano nell’8% delle ricerche Google effettuate da computer in Italia ad aprile 2025; a giugno 2026 la quota è arrivata al 22%.
I numeri riguardano le ricerche da desktop, non tutte le interrogazioni svolte su smartphone o altri dispositivi. Resta però un indicatore concreto della maggiore frequenza con cui le risposte generate dall’AI entrano nel normale flusso della ricerca online.
Irene Di Deo, ricercatrice senior dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, ha spiegato all’ANSA che per le aziende non basta più misurare i clic: diventano rilevanti anche gli strumenti e i processi usati per capire se e come i propri contenuti compaiano nelle AI Overview.
Gli assistenti AI arrivano a 18,9 milioni di visitatori
Secondo il report Sensemakers-Comscore, ad agosto 2026 gli assistenti virtuali hanno raggiunto 18,9 milioni di visitatori unici in Italia, pari al 40% della popolazione digitale. A inizio 2025 la penetrazione indicata era del 20%.
Nel primo semestre del 2026, il tempo medio mensile trascorso dagli italiani sugli assistenti intelligenti è stato di 80 minuti per visitatore, contro i 44 minuti del 2025. Per confronto, nello stesso periodo il valore rilevato è di 94 minuti negli Stati Uniti e 118 minuti nel Regno Unito.
La quota d’uso più alta è nella fascia 25-34 anni, al 55,6%, seguita dai 35-44enni al 46,8%. La crescita più marcata viene però attribuita agli over 45, con un aumento del 96,4%, mentre i 18-24enni si attestano al 36% e gli over 45 al 34% di utilizzo.
Per editori e aziende cambia la misurazione della visibilità
Il punto non è soltanto il traffico perso o guadagnato. Quando una risposta viene letta senza raggiungere una pagina esterna, il clic non descrive più da solo quanto un contenuto sia stato trovato o utilizzato. Per Di Deo, emergeranno le aziende in grado di rendere dati e contenuti affidabili, aggiornati e facilmente comprensibili dagli assistenti AI.
Questo non trasforma ogni sintesi automatica in una fonte definitiva. La stessa ricercatrice invita a non considerare la singola risposta come l’unica verità possibile: la semplificazione della navigazione richiede anche attenzione alla qualità, all’aggiornamento e al contesto delle informazioni ricevute.
Domande frequenti
Che cosa sono le AI Overview?
Sono sintesi generate dall’intelligenza artificiale che Google può mostrare prima dei risultati dei siti web, con l’obiettivo di rispondere direttamente a una domanda dell’utente.
Che cosa significa zero click?
Indica uno scenario in cui una persona ottiene la risposta nella pagina del motore di ricerca o dell’assistente AI e non apre il sito che ha pubblicato le informazioni di partenza.
Il 22% riguarda tutte le ricerche in Italia?
No. Il dato Sensemakers-Comscore riportato dall’ANSA si riferisce alle ricerche Google effettuate da computer in Italia nel giugno 2026.
Considerazioni finali
Il passaggio dall’8% al 22% rende difficile trattare le AI Overview come una funzione marginale della ricerca. Il cambiamento più importante è nella misura della visibilità: un contenuto può contribuire a una risposta letta da molte persone senza trasformarsi automaticamente in una visita al sito.
La risposta non può essere inseguire numeri isolati, ma mantenere informazioni affidabili, aggiornate e comprensibili. È questo il punto decisivo documentato dai dati: con gli assistenti AI sempre più usati, la qualità dei contenuti conta anche prima del clic.
Per saperne di più
- L'IA si sta prendendo anche la ricerca web e avvicina il rischio 'zero clic' – Future Tech – Ansa.it

