HomeTecnologia e ScienzeL’oggetto di Sakurai si riscalda in trent’anni: ora è una stella Wolf-Rayet

L’oggetto di Sakurai si riscalda in trent’anni: ora è una stella Wolf-Rayet

L’oggetto di Sakurai, una rara stella “rinata” osservata mentre cambia fase, ha raggiunto una temperatura di circa 30.200 °C dopo essere ripartito da valori simili a quelli del Sole. Le nuove analisi del Very Large Telescope in Cile lo identificano inoltre come una stella di tipo Wolf-Rayet, caratterizzata da un intenso vento di materia.

Il cambiamento è eccezionale soprattutto per la sua velocità: le grandi trasformazioni stellari richiedono di norma tempi molto più lunghi di una vita umana. In questo caso gli astronomi stanno invece seguendo lo stesso astro nell’arco di pochi decenni, non ricostruendone la storia dal confronto fra stelle diverse.

Una rinascita iniziata nel 1996

Prima del brusco cambiamento avvenuto nel 1996, l’oggetto di Sakurai stava evolvendo verso lo stato di nana bianca: il nucleo molto denso che può restare dopo la morte di una stella. La sua temperatura superficiale era allora stimata fra circa 5.500 e 6.000 °C.

In seguito, uno strato di elio ha ricominciato a produrre energia nonostante l’attività nucleare principale fosse già terminata. L’astro si è gonfiato e ha espulso nello spazio grandi quantità di materia: è questo il passaggio che porta gli astronomi a definirlo una stella rinata.

Il fenomeno è estremamente raro. Solo due stelle sono state osservate direttamente durante una trasformazione di questo tipo e, nel caso dell’oggetto di Sakurai, il monitoraggio si è complicato ulteriormente perché l’astro è stato nascosto da spesse nubi di gas e polveri dopo la sua improvvisa ripresa dell’attività.

Che cosa rivelano le osservazioni

Il Very Large Telescope ha permesso di analizzare la luce proveniente dall’oggetto. Gli elementi chimici imprimono nella luce firme riconoscibili, e le misure hanno evidenziato carbonio, elio e un potente vento stellare. Insieme, questi indizi permettono di classificare Sakurai fra le stelle Wolf-Rayet.

Oggi l’astro continua a espellere materia ad alta velocità dalla sua superficie. I modelli applicati alle osservazioni più recenti indicano una temperatura vicina a 30.200 °C, con un intervallo stimato fra circa 26.700 e 35.700 °C. È un riscaldamento netto rispetto ai valori iniziali, avvenuto nell’arco di circa trent’anni.

Un confronto che misura quanto sia insolito il caso

L’oggetto di Sakurai non è però il più caldo fra le due stelle rinate osservate direttamente. V605 Aquilae, protagonista di un episodio simile circa ottant’anni prima, era passata da una temperatura superficiale di circa 5.000 °C a oltre 95.000 °C.

Il confronto mostra che questa fase può seguire percorsi molto diversi anche fra oggetti accomunati da una rinascita tardiva. Per Sakurai, le osservazioni proseguiranno con l’obiettivo di definire meglio il riscaldamento e verificare i calcoli che descrivono questa breve fase evolutiva, prima del ritorno verso lo stadio di nana bianca.

Domande frequenti

Perché l’oggetto di Sakurai è chiamato stella rinata?

Perché uno strato di elio ha ripreso a produrre energia dopo la cessazione dell’attività nucleare principale. L’evento ha fatto gonfiare la stella e ha causato una forte espulsione di materia.

Che cosa significa la classificazione Wolf-Rayet?

Nel caso dell’oggetto di Sakurai, la classificazione deriva dalle firme di carbonio ed elio osservate nella sua luce e dalla presenza di un intenso vento stellare, cioè materia espulsa rapidamente dalla superficie.

Perché gli astronomi considerano importante questo monitoraggio?

Le trasformazioni maggiori delle stelle sono normalmente troppo lente per essere seguite direttamente su scala umana. Sakurai offre invece la possibilità di misurare anno dopo anno l’evoluzione dello stesso oggetto.

Considerazioni finali

Il valore scientifico di questo caso non sta soltanto nella rarità della stella rinata, ma nella possibilità di osservare un cambiamento che di solito resta nascosto nelle enormi scale temporali dell’Universo. Avere misure ripetute sullo stesso astro rende il confronto con i modelli molto più concreto di una ricostruzione ottenuta accostando stelle di età differenti.

Resta un percorso da seguire, non una storia già conclusa: l’intervallo di temperatura stimato è ancora ampio e il riscaldamento richiederà nuove misure. Il punto decisivo è che l’oggetto di Sakurai permette di verificare direttamente, decennio dopo decennio, una fase brevissima dell’evoluzione stellare.

Per saperne di più

Salvatore Macrì
Salvatore Macrìhttps://it.linkedin.com/in/salmacri
Amante della tecnologia e della buona musica, scrivo articoli per passione e per delucidare delle tematiche legate alla vita quotidiana per rendere questo mondo meno complicato. Sensibile ai temi ambientali e strenue sostenitore di una "green revolution" che nasca dal basso.
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