Un tipo di lente per occhiali con 1.021 microzone ottiche ha rallentato in modo netto la progressione della miopia in bambini tra 6 e 12 anni, rispetto alle normali lenti correttive per lontano. Lo indica uno studio pubblicato su JAMA Ophthalmology e condotto negli Stati Uniti.
Dopo due anni, la miopia è aumentata in media di 0,25 diottrie nei bambini che hanno usato le lenti sperimentali, contro 0,90 diottrie nel gruppo con occhiali convenzionali. La differenza riguarda anche l’allungamento dell’occhio, uno dei meccanismi legati all’aggravarsi della miopia durante la crescita.
Come è stato condotto lo studio
La sperimentazione ha coinvolto 159 bambini statunitensi, tutti miopi all’inizio dell’indagine e con età compresa fra 6 e 12 anni. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a uno di due gruppi: il primo ha ricevuto occhiali classici per correggere la visione da lontano, il secondo le lenti con microzone ottiche.
Lo studio è stato svolto in nove centri negli Stati Uniti. Partecipanti e parte del personale coinvolto non conoscevano il tipo di lente assegnato. Alla valutazione dopo 24 mesi hanno partecipato 135 dei 159 bambini inizialmente inclusi.
Che cosa fanno le microzone ottiche
Nella miopia, l’immagine degli oggetti lontani si forma davanti alla retina anziché direttamente su di essa. Durante l’infanzia il difetto può aumentare perché l’occhio continua a crescere e ad allungarsi. Le lenti convenzionali correggono la messa a fuoco, ma non sono progettate specificamente per agire su questa evoluzione.
Le lenti studiate mantengono una zona centrale che assicura un’immagine nitida. Attorno a essa, le 1.021 piccole zone ottiche modificano il percorso di una parte della luce e producono più punti focali davanti alla retina. L’obiettivo del sistema è ridurre il segnale associato all’allungamento dell’occhio, senza compromettere la visione corretta.
I risultati a due anni
Al termine dei 24 mesi, la progressione media della miopia è stata di 0,25 diottrie con le lenti sperimentali e di 0,90 diottrie con le lenti standard. I ricercatori indicano una riduzione relativa del 71%. La diottria misura la correzione necessaria per compensare il difetto visivo.
Anche la lunghezza dell’occhio è cresciuta meno nel gruppo che ha indossato le nuove lenti: 0,21 millimetri contro 0,45 millimetri nel gruppo di controllo. In questo parametro, la riduzione dell’allungamento è stata del 53%.
La fonte riferisce inoltre che, dopo 24 mesi, la migliore acuità visiva ottenuta con gli occhiali era comparabile nei due gruppi. Il risultato è rilevante perché il possibile rallentamento non è stato associato, nei dati presentati, a una qualità della correzione inferiore.
Un monitoraggio che non è ancora concluso
I dati pubblicati riguardano i primi due anni, ma il protocollo dello studio prevede un follow-up fino a 36 mesi. L’ultimo anno servirà quindi a verificare se la differenza osservata tra i gruppi si mantiene nel tempo.
La ricerca statunitense si aggiunge a precedenti studi svolti soprattutto in Cina, nei quali la stessa tecnologia aveva già mostrato un rallentamento della progressione miopica. La fonte non indica però marca delle lenti, prezzo, prescrizione o disponibilità nei singoli Paesi: sono aspetti che non possono essere dedotti dai risultati clinici.
FAQ
Di quanto è rallentata la miopia?
Nei due anni analizzati, l’aumento medio è stato di 0,25 diottrie con le lenti sperimentali e di 0,90 diottrie con gli occhiali convenzionali. La riduzione relativa riportata dai ricercatori è del 71%.
Le lenti hanno peggiorato la nitidezza della vista?
No, secondo i dati riferiti dalla fonte: dopo 24 mesi la migliore acuità visiva corretta con gli occhiali risultava comparabile fra i due gruppi dello studio.
Lo studio è già terminato?
No. L’analisi pubblicata copre 24 mesi, mentre il protocollo prevede di seguire i partecipanti per 36 mesi. Resta quindi da valutare il mantenimento dell’effetto nel terzo anno.
Considerazioni finali
Il dato più convincente non è soltanto la minore variazione in diottrie, ma la coerenza con la misura della lunghezza dell’occhio: entrambi gli indicatori vanno nella stessa direzione. Questo rende le microzone ottiche una soluzione da osservare con attenzione nella gestione della miopia infantile.
Il follow-up ancora in corso impone di non trasformare i risultati a 24 mesi in una conclusione definitiva. Resta però un elemento concreto: nel confronto randomizzato le lenti studiate hanno ridotto sia la progressione della miopia sia l’allungamento oculare, mantenendo un’acuità visiva comparabile.

